Alcune immagini di varia natura realizzate in studio


















Alcune immagini di varia natura realizzate in studio























Manicomio di Lucca Maggiano ( dove soggiornò Mario Tobino ) ed al quale ha dedicato il libro “ll manicomio di Pechino”
Alcune immagini hanno costituito la Home page ,dell’iniziativa di apertura al pubblico del Manicomio stesso da parte dell’associazione I luoghi dell’abbandono.




























Il contenimento della grana del negativo , all’epoca, ed in modo particolare con l’uso del piccolo formato 24×36 ,o , altrimenti detto 135mm era realmente sentito , quasi una ossessione quando si pensava di ingrandire l’immagine di X volte la dimensione del negativo .
il processo di sviluppo , in modo particolare , era importantissimo e determinante circa il buona risultato finale , assieme allo sfruttamento di tutte le caratteristiche del film stesso , contrasto , definizione dell’immagine etc.
Esistevano e tutt’ora esistono in commercio rivelatori fine granulanti i quali , assolvono alla funzione egregiamente circa la riduzione della dimensione dei granuli d’argento.
Pertanto la scelta iniziale di tutti i neofiti era rivolta in tal senso , prevalentemente .
In alcuni casi , la grana era un elemento di notevole creatività , ade esempio nel caso di ritratti di persone anziane , oppure di volti segnati dal lavoro , dalla sofferenza , la grana stessa offriva un tono di maggiore drammaticità all’immagine assieme ad altre peculiarità.
Nel caso di utilizzo del formato medio , 6X6 , la criticità veniva meno , in quanto la maggiore dimensione del negativo permetteva ingrandimenti senza le sofferenze di cui sopra.
Oltre l’ossessione grana …
Ovviamente il contenimento della grana non è la sola criticità nel processo di sviluppo film e ,successiva, stampa su carta , ma , purtroppo , ne esistono delle altre che precedono il problema “grana ” e determinano la riuscita o meno di una stampa .
Caricamento della pellicola in completa assenza di infiltrazioni di luce
Temperatura dei bagni , sia in fase di sviluppo del film che nella successiva fase di stampa finale.
scelta del rivelatore più opportuno, sia per il tipo di pellicola, sia per il tipo di luminosità durante la fase di ripresa.
Scelta che può essere effettuata utilizzando il rivelatore più opportuno appartenente ad una delle 3 grandi famiglie :
Normali ,operai utili per qualsiasi condizione di illuminazione “normale”
Compensatori , necessario per “compensare ” scene con dislivelli di illuminazione tali che , se non trattati ad hoc , rischierebbero di restituire immagini prive di dettaglio sia nelle zone di alte luci sia nelle ombre più intense
Energici , laddove sia necessario sfruttare a pieno la sensibilità , e le caratteristiche delle pellicole.
A tale scopo allego alcune immagini tratte da una rivista dell’anno 1986 , nella quale sono dettagliati gli argomenti di cui sopra










Agitazione dei bagni di sviluppo del film
L’agitazione del liquido rivelatore ha una importanza notevole nel processo di ottenimento dell’ ipotetico “negativo perfetto”
La modalita’ con la quale viene effettuato determina l’ottenimento o meno del negativo utile per il risultato di una stampa che rispecchi l’intento del fotografo .
Agitazione continua :
Determina sia un aumento considerevole della grana del film, sia un contrasto piu elevato , le due caratteristiche , se non volute , porteranno a maggiori difficolta’ in fase di stampa finale





Attrezzature necessarie per processare , sia i film ,sia le stampe su carta fotografica
Brevi cenni circa la Tecnica fotografica analogica , ed in particolar modo , il mondo delle immagini in b/n , processate e stampate in camera oscura
Bobinatrice per pellicole 35 mm , a metraggio , permette la realizzazione di rullini , fino a 36 pose , partendo da una pellicola di lunghezza variabile fino ai 30 metri . Realizzando rulli , utilizzando quelli già utilizzati con notevole risparmio economico .
Tank a tenuta luce per il processo di sviluppo delle pellicole 35 mm ed anche medio formato 6X6, all’interno della quale , una volta bobinata la pellicola( vedi immagine di dettaglio)verranno versati i chimici per il processo di sviluppo e fissaggio della pellicola.







L’immagine è stata ottenuta con l’ Effetto Sabattier , con parziale inversione dei toni , ottenuta esponendo in fase di sviluppo l’immagine con una lampada di 20W disposta a circa 1.5 metri dalla bacinella di sviluppo












































…Click!!!! ..
una burla , sono stato edotto alla fotografia analogica b/n attraverso il primo impiego , presso un laboratorio di analisi materiali ferrosi e non , nel 1982.
All’epoca , varcare la soglia della camera oscura aveva la stessa sensazione di assistere ad un evento che non aveva spiegazioni logiche ne’ , potesse essere in qualche modo immaginato.
Negativi che diventano positivi , lastre , luci rosse , oppure il buio più completo, bromografi , ingranditori …. un mondo del tutto ignoto ma affascinante .
to be continued ….



Alcuni esempi di strumenti , in uso, per la fotografia analogica , nel caso specifico B/N
Nella prima immagine , Bobinatrice per pellicole a metraggio 35 mm , consente un notevole risparmio economico rispetto alle pellicole singole
Nella seconda immagine: tank per lo sviluppo del formato 35 mm ed , anche medio formato 6×6, consente di bobinare le pellicole ( in completa oscurita’) per procedere allo sviluppo , della stessa , con i relativi chimici di camera oscura.

